IT
AREA RISERVATA
Il più grande valore nel più piccolo spazio

Il termine diamante ha origine da due parole greche: "adamas" (indomabile) e "diaphanes" (trasparente).

 

Già nella "Naturalis historia" di Plinio il vecchio (I secolo d.c.) il diamante viene considerato la pietra più dura, e subito acquista un significato simbolico legato alle sue proprietà.

È costituito da un reticolo cristallino di carbonio e la sua unità di misura è il carato (anche questa è una parola di origine greca, da "kerátion", dal seme della carruba, che veniva usato per misurare le quantità molto piccole) pari a 0,2 grammi. Per cristallizzare in diamante, però, il carbonio ha bisogno di un processo molto particolare che può avvenire ad una profondità di 150-200km, nella fascia comunemente definita Astenosfera del Mantello Superiore Terrestre, con pressioni di almeno 50.000 volte quella atmosferica e temperature tra i 900 e i 1200 gradi centigradi.

In seguito, i diamanti sono potuti risalire fino in superficie grazie ad un particolare tipo di eruzione, caratterizzata da una elevata velocità di risalita del magma ed un repentino raffreddamento che ha evitato ai diamanti di trasformarsi in grafite.

 

Queste eruzioni, però, non si sono più verificate da almeno 500 milioni di anni e oggi le tracce rimaste sono una particolare formazione geologica detta “Camino di Kimberlite” o “Diatrema”, ritrovabile in regioni che nel frattempo non hanno subito alterazioni geologiche, come l’Africa meridionale, la Siberia, l’Australia, il Canada o il Brasile.

 

Essi costituiscono i più importanti giacimenti, dal momento che la roccia magmatica di cui sono composti e che prende il nome di Kimberlite (dal nome della città di Kimberley in Sud Africa) conserva incastrati al suo interno i diamanti grezzi. Inoltre, a seguito dell’azione erosiva sulla Kimberlite degli agenti atmosferici, altri giacimenti si trovano in terrazze oceaniche o lungo il percorso che le ha condotte verso il mare per dilavamento alluvionale.


 

Proprietà peculiari dei Diamanti

 

durezza: è il materiale più duro che esiste in natura (grado 10 della scala di Mohs), nessun materiale tranne un altro diamante è in grado di scalfirlo, abraderlo o penetrarlo;

 

lucentezza o brillantezza: nella scala di classificazione dei minerali a lucentezza non metallica (cioè quelli trasparenti) occupa la posizione più alta detta “Adamantina”.

Rispetto alla luce incidente, la riflessione è speculare, l’assorbimento è praticamente nullo rendendolo completamente trasparente e la rifrazione ha un indice molto alto (quasi 2,5) oltretutto con la capacità di mantenere la velocità della luce uguale in tutte le direzioni (monorifrangenza);

 

luminosità: la combinazione di Lucentezza e Taglio di qualità elevata donano al diamante una luminosità ineguagliabile che lo rendono da sempre ambìto in tutto il mondo;

 

resistenza: è inattaccabile dagli agenti chimici rendendolo “eterno”;

 

proprietà termiche: è uno dei migliori conduttori termici che esistono a fronte di una dilatazione termica minima;

 

resistenza al calore: fonde a 4000 gradi centigradi ma in atmosfera a 1500 gradi centigradi diventa grafite, temperatura che comunque gli permette di resistere agli incendi.

 

 

CONDIVIDI
 
  • ANDAMENTO DIAMANTI DPI
  • LISTINO DIAMANTI
  • DOVE TROVARCI
  • RASSEGNA STAMPA
  • MEDIA SECTION
  • RICHIESTA INFO
 
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.